Il volley modenese in lutto: addio al grande Josef Musil
È scomparso a Praga a 85 anni, fu il primo straniero della Panini con cui conquistò lo scudetto del 1970
MODENA Si è spento a Praga all'età di 85 anni Josef Musil, uno dei giocatori più forti della storia della pallavolo mondiale. Nato a Kostelní Lhota il 3 luglio 1932, l'alzatore cecoslovacco è stato uno dei favolosi protagonisti del primo scudetto conquistato da Modena, il primo tricolore che risale alla stagione 1969-70, oltre ad essere stato il primo straniero che ha vestito la gloriosa maglia gialla della Panini. Nel 2001 Musil è stato nominato miglior giocatore ceco di pallavolo del XX° secolo, oltre ad essere nominato come uno dei migliori otto giocatori del secolo da parte della FIVB, in ottima compagnia insieme ad altri leggende di questo sport del calibro di Karch Kiraly, Lorenzo Bernardi, Hugo Conte, Renan Dal Zotto, Katsutoshi Nekoda, Konstantin Reva e Tomas Wojtowicz. Il fuoriclasse cecoslovacco con la sua nazionale ha collezionato più di trecento presenze, impreziosite da un palmares straordinario che dimostrano la classe di Musil e di una nazionale che è stata per diversi anni imbattibile, proprio grazie alla regia dell'ex palleggiatore della Panini: alle Olimpiadi ha vinto un argento a Tokyo 1964 ed un bronzo a Città del Messico 1968, mentre ai mondiali ha conquistato due medaglie d'oro e quattro d'argento, pre concludere, infine, agli europei ha ottenuto tre ori e due argenti. Musil nel 2004 è stato incluso nella Volleyball Hall of Fame, mentre nel 2009 ha ricevuto la medaglia “Za zásluhy”, la maggiore decorazione ceca. Modena Volley con un comunicato stampa diramato ieri si è stretta intorno alla famiglia di Musil per la sua scomparsa, con le parole della presidentessa gialloblù che hanno ricordato il campionissimo. La Pedrini ha anche raccontato un aneddoto legato ai suoi anni modenesi. «Josef - spiega Catia Pedrini - era una persona meravigliosa, ha fatto da papà a tanti. Si è fatto volere talmente bene che gli ex ragazzi che hanno giocato con lui organizzavano trasferte di gruppo per andarlo a trovare. Anche nell'ultima c'erano, tra gli altri, Antonio Barone, Paolone Montorsi e Andrea Nannini. Alla famiglia il mio più stretto abbraccio».